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RIFLESSIONI DOMENICALI
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  Duomo1

Una chiesa nuova per il Burgus Lauri
Singolare per le linee eleganti e dinamiche della sua facciata, venerando per antichita' fra le pievi e le collegiate dell'Istria, illustrato da un certo numero di documenti epigrafici e d'archivio, il Duomo di Muggia sorge sui resti di una precedente chiesetta a tre absidi (sec. XI-XII) e, come quella, e' dedicato ai martiri romani Giovanni e Paolo, il culto dei quali si era qui diffuso attraverso Ravenna e Venezia. Si puo' dire che le origini del Duomo coincidano con quelle del Burgus Lauri (Borgolauro), cioe' di Muggia medievale e moderna, dove dal sec. XI-XII la vita organizzata era andata lentamente trasferendosi a danno dell'insediamento di altura sulla collina di Castrum Muglae (Muggia Vecchia). Nel nuovo borgo infatti, posto sulla riva dell'estrema insenatura adriatica, si costitui', intorno al 1256, il libero Comune e il podesta', eletto dal consiglio cittadino secondo le norme statutarie, sostitui' il gastaldo del patriarca di Aquileia, signore del luogo . Il nuovo insediamento urbano , chiuso entro la cerchia delle mura cittadine che conservano ancora una delle nove torri quadrate di difesa e' la piu' bella delle quattro porte (quella di levante) col leone di S. Marco , e' dotato gia' dal sec. XIII di un Duomo rilevante e di un palazzo pubblico (piu' volte rimaneggiati), che si affacciano sulla piazza maggiore. Il Duomo, dopo i numerosi rimaneggiamenti e restauri subiti nel corso dei secoli, conserva ancora come raro elemento di bellezza la bianca facciata del Quattrocento . Essa, come preciseremo in seguito, fu aggiunta alla chiesa dugentesca solo dopo la dedizione a Venezia (1420) e, con le eleganti forme del gotico veneziano volto ormai al Rinascimento, ingentilisce la pesante struttura romanica del tempio.

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Questo fu consacrato solennemente il 29 dicembre 1263 dal vescovo di Trieste Arlongo dei Visgoni (1255-1281), come ci tramanda l'atto originale su pergamena pervenutoci in pessimo stato di conservazione, che, pur noto, desidero qui riproporre anche in traduzione italiana per tracciare a brevi linee la storia del monumento e del sito in cui fu impiantato: In nomine Dei Aeterni Amen. Anno Domini millesimo ducentesimo sexagesimo tertio, indictione sexta, die tertio exeunte mense Decembris. Cum d(ominus) Arlongus Dei gratia episcopus Tergestinus esset in burgo Lauri ad instantiam et petitionem D. Senexi potestatis Muglae, nec non totius comunitatis ipsius loci, ad consecrandum unam ecclesiam quae erat facta in dicto burgo ad honorem sanctorum Iohannis et Pauli, dictus d(ominus) episcopus volens scire a potestate et comunitate praedicta, utrum ipsi vellent aut non quod ista ecclesia quae modo facta est sit supposita sive subiecta ecclesiae sanctae Mariae de Castro Muglae, sicut illa quae ante erat in dicto burgo, scilicet in baptismo, in poenitentiis, in sepulturis et in omnibus aliis quae ad divinum officium pertinent. Unde supradicti potestas cum comunitate pluries nominata, auditis verbis supradicti d(ominus) Episcopi, et habito consilio cum plena deliberatione venerunt coram ipso d(omino) episcopo et dixerunt se velle quod ecclesia nuper per eos facta ad honorem sanctorum Iohannis et Pauli in isto burgo Lauri, sit supposita sive subiecta secundum quod vos dixistis sive proposuistis et secundum quod antiqua ecclesia erat supposita dictae ecclesiae s(antae) Mariae de Castro Muglae, pro ut superius dictum est. Actum fuit in burgo Lauri in ecclesia praedicta, antequam esset consacrata. Huius rei fuere testes d(ominus) Rodulphus de Duino, d(ominus) Henricus Destun, d(ominus) Andreas plebanus s(ancti). Ulderici de Pangiollo, et alii quam plures testes ad hoc rogati. Ego Zaccarias Notarius Muglae his omnibus interfui et a dicto potestate et praedicta comunitate rogatus scripsi et roboravi. (- Nel nome di Dio eterno. Amen. Nell'anno del Signore 1263, indizione VI, il giorno 29 dicembre, il signor Arlongo, per grazia di Dio vescovo di Trieste, si trovo' in Borgolauro a istanza e richiesta del signor Genesio, podesta' di Muggia, e dell'intera comunita'locale, per consacrare una chiesa che era stata costruita nel detto borgo in onore dei santi Giovanni e Paolo. Il nominato signor vescovo volle sapere dal podesta' e dalla predetta comunita'se intendevano o meno che quella chiesa da poco costruita rimanesse sottoposta e soggetta alla chiesa di S. Maria di Castrum Muglae, come quella che era precedentemente nel borgo ricordato, cioe'soggetta per quanto riguarda l'amministrazione del battesimo, della penitenza, per le sepolture e per tutto quanto attiene al servizio divino. Percio' il suddetto podesta' e la comunita' piu' volte nominata, udito il discorso del summenzionato signor vescovo e tenuto consiglio con piena deliberazione, vennero alla presenza dello stesso signor vescovo e dissero di volere che la chiesa da loro ultimamente eretta in onore dei santi Giovanni e Paolo in questo Borgolauro fosse sottoposta e soggetta, secondo quanto proposto e nelle forme in cui l'antica chiesa era soggetta, alla menzionata chiesa di S. Maria di Castrum Muglae, come detto sopra. Il presente atto fu steso a Borgolauro, nella chiesa in parola, prima che fosse consacrata. Furono testimoni il signor Rodolfo di Duino, il signor Enrico Destun , il signor Andrea pievano di S. Ulderico di Pangiollo e altri numerosi testi a cio' convocati. Io Zaccaria, notaio in Muggia, sono stato presente a tutto cio' e, richiesto dal potesta' e dalla comunita' summenzionati, ho steso l'atto e l'ho autenticato -).

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Dal documento si rileva dunque, oltre alla notizia della consacrazione per mano del vescovo di Trieste - nella cui giurisdizione diocesana Muggia, allora come oggi, si trovava -, l'urgenza di risolvere e precisare lo stato giuridico, o meglio la dipendenza canonica, della nuova chiesa costruita nel Burgus Lauri. Era questo allora il nome dell'abitato a mare verso cui - come dicevamo - si andava ormai indirizzando ogni attivita' di vita organizzata a danno del Castrum sul colle, cioe' del vecchio castellum quod dicitur Mugla (Muggia Vecchia) menzionato per la prima volta in un diploma del 17 ottobre 931 con cui i re d'Italia Ugo e Lotario ne avevano fatto dono alla Chiesa di Aquileia. I primi documenti che attestano l'esistenza del borgo a mare non risalgono al di la' del XIII secolo; tuttavia, se nel patto di sudditanza e fedelta' stipulato con Venezia nel 1202 i Muggesani s'impegnarono a tenere il mare libero dai pirati fino a Rovigno, e' oltremodo probabile che Castrum Muglae avesse gia' da tempo un porto in cui armare delle barche per la sicurezza del golfo. E anche se oggi possiamo supporre qualche forma di insediamento costiero gia' in epoca romana per il rinvenimento di brevi lacerti musivi, di mattoni con bolli e di un'aretta votiva con iscrizione, e' certo che durante i secoli dell'alto Medioevo, perdurando, come si sa, la minaccia di rovinose invasioni e una forma di economia statica e chiusa, ogni espressione di vita sociale organizzata dovette svolgersi al riparo, sul colle, gia' sede di un importante castelliere. Li', in mezzo alle macerie degli antichi insediamenti che l'esplorazione archeologica va riscoprendo, ancora sopravvive l'antica basilichetta , che il documento del 1263 attesta dedicata alla Madonna - S. Maria de Castro Muglae - e fornita dei poteri delle chiese plebanali, con pieno diritto cioe' di sepoltura, di battesimo e di penitenza. Tuttavia, in seguito alla generale ripresa di vita economica e civile dopo il Mille, e' probabile che anche nel nostro borgo a mare gli aumentati proventi dei traffici, della pesca e della produzione del sale abbiano dato vita ad una nuova comunita' civile non del tutto autonoma rispetto a quella del Castrum, se ancora nel documento del 1263, dopo pochi anni dall'istituzione degli organi comunali, i Muggesani vollero soggetta alla pieve di S. Maria de Castro Muglae la nuova chiesa edificata nel Burgus Lauri. Ma se questa - come credo - fu tra le piu' impegnative costruzioni della nuova comunita', non fu certo il primo edificio di culto nel piccolo borgo; sappiamo infatti da un documento dell'8 febbraio 1203 che proprio nella chiesa di Lauro, dedicata ai santi Giovanni e Paolo - Lauri in ecclesia sanctorum martirum lohannis et Pauli - ebbe luogo un esame di testimoni giurati nella causa tra il vescovo di Capodistria e quelli di Pirano per la decima dell'olio. Alle stesse conclusioni, del resto, ci porta anche un attento esame del documento del 1263, la' dove rileva l'esigenza che il vescovo Arlongo aveva di sapere se la chiesa da poco costruita (ecclesia quae modo facta est) dovesse essere soggetta a S. Maria de Castro Muglae, come quella che gia' c'era a Borgolauro (sicut illa quae ante erat in dicto burgo). Anche piu' giu', nella decisione del Podesta' e della Comunita' muggesana a tale riguardo, vi sono accenni altrettanto chiari a una chiesa precedente: ...dixerunt se velle quod ecclesia nuper per eos facta ad honorem sanctorum Iohannis et Pauli in isto burgo Lauri sit supposita... secundum quod antiqua ecclesia erat supposita...(''...dissero di volere che la chiesa da loro ultimamente eretta in onore dei santi Giovanni e Paolo in questo Borgolauro fosse sottoposta...nelle forme in cui era soggetta l'antica chiesa...'') Qui dunque si parla di una chiesa di recente costruzione - nuper facta - rispetto a una detta addirittura antiqua, che attesta la presenza di un precedente edificio cultuale a Borgolauro. Cio' inoltre trova conferma anche in una pergamena del 1233, da cui apprendiamo che la pieve di Muggia (che aveva ancora il suo centro nell'antica basilichetta mariana del Castrum Muglae) pagava due congi di olio al vescovo di Trieste per la capella de Lauro, alla quale si accenna senza bisogno di altre attribuzioni come all'unico edificio di culto esistente nel giovane borgo a mare, che in un breve volgere di anni seppe dar vita agli istituti comunali e dotarsi di un edificio di culto piu' adatto alla nuova realta' sociale. Infine anche i dati di scavo venuti alla luce durante i radicali restauri del Duomo, condotti tra il 1937 e il 1939 sotto la direzione del Sovrintendente alle Belle Arti di allora Bruno Molajoli, confermano l'esistenza di una fase precedente costituita da una piccola chiesa triabsidata , di cui gia' altra volta ho dato esaurienti notizie. Tocco' a Genesio de Bernardis, gia' podesta' di Muggia nel 1257 o nel 1258 (il primo podesta' di Muggia per quanto ne sappiamo), l'onore di vedere consacrata la nuova chiesa durante l'ufficio podestarile da lui nuovamente ricoperto nel 1263 e fu Io stesso Genesio che, richiesto del suo parere dal vescovo Arlongo, decise insieme agli organi rappresentativi del Comune - habito consilio cum plena deliberatione - di mantenere la nuova chiesa soggetta, come la precedente, a s(ancta) Maria de Castro Muglae. Solo di li' a pochi anni, nel 1278, la chiesa sarebbe stata emancipata e avrebbe acquistato il titolo plebanale, oltre al Capitolo di sei canonici che le derivarono dalla chiesa madre, ormai evidentemente scaduta come la vita del Castrum sul colle. D'ora in avanti la vita del Duomo ha un ruolo cosi' importante nell'organizzazione del Comune muggesano, che persino i piu' antichi Statuti cittadini, quelli cioe' del sec. XIV sono una buona fonte di notizie al riguardo.
----- GIUSEPPE CUSCITO----