D22
RIFLESSIONI DOMENICALI
calendario
CALENDARIO PASTORALE
appuntamenti
APPUNTAMENTI
ORARIO SANTE MESSE
GIORNO ORA legale ORAsolare LINGUA
FERIALE
PREFESTIVO' 18 17 ITALIANO
FESTIVO 9 SLOVENO
  S.Barbara
  S.Barbara

Sul versante Nord del monte Castellier, prossima alla zona archeologica del castelliere preistorico degli Elleri, sorge la piccola chiesa di S. Barbara, luogo di culto e di devozione per la comunita' rurale del territorio circostante che prende il nome della santa a cui e' intitolata la chiesa e che nella parlata slava e' indicata col toponimo di Korosci. Gia' filiale della cappellania di S. Lucia (Plavia), appartenente alla parrocchia di S. Tommaso apostolo (Ospo). e' stata smembrata da quella e unita alla parrocchia dei santi Giovanni e Paolo di Muggia appena nel 1972. in seguito alla mutazione dei confini politici del 1947 e del 1954. Non ci sono notizie sicure sulla data di fondazione della chiesetta, ma e' possibile che nel 1874 una precedente edicola sia stata ingrandita nelle semplici forme attuali durante la sistemazione dei cimiteri comunali: l'attiguo cimitero e' riferito infatti al 1873 dalla data incisa sull'architrave del portale e su una targhetta marmorea che ricorda in sloveno: - Oggi a me, domani a te, / Riposino in pace, / Beati coloro che si addormentano nel Signore, / Anno 1873 -. Del resto la piccola chiesetta e' tuttora intavolata come proprieta'del Comune di Muggia. A confermare l'esistenza di una cappellina precedente, databile almeno al Seicento, e' intervenuto il recente restauro (1986) che ha consentito di leggere sotto l'intonaco le diverse fasi della muratura: la parte centrale dell'edificio risulta a corsi regolari di arenaria, tagliati con cura come nei muri a vista delle costruzioni quattrocentesche di Muggia, mentre il resto denuncia una tessitura piu' rozza e sommaria che potrebbe riferirsi ad un allungamento sulla facciata e sul presbiterio con aggiunte ottocentesche. Inoltre la pulitura e il risarcimento di una modesta tela hanno fatto tornare in luce un'iscrizione di qualche importanza per la storia del borgo. Si tratta di una probabile pala d'altare raffigurante in forme goffe e popolaresche la Vergine in trono col Bambino, affiancata da S. Barbara e da S. Simone apostolo con i loro attributi e con gli strumenti del martirio: la torre della propria prigionia, per S. Barbara, e la sega con cui sarebbe stato squartato, per S. Simone. Il dipinto doveva forse estendersi in lunghezza perche' presso la torre di S. Barbara risultano improvvisamente interrotti la testa di un bue e la ruota di un cannone, segno del patrocinio della santa sugli artiglieri e su quanti rischiano la morte istantanea nello svolgimento del proprio lavoro. Nel timpano triangolare a coronamento del quadro si affaccia il Padre Eterno, mentre sulla base della cornice due figure umane nascenti da girali di fiori, secondo lontani schemi classicheggianti, reggono un cartiglio con una scenetta realistica non meglio identificabile e dipintavi come per grazia ricevuta. Sulla predella del trono in cui siede la Vergine si legge: Fu fata deta opera gratis a te(m)po /d(e) mi(se)r Luca Corosez l'ano 1647 /p(er) sua devozio(ne) et carita'. Allora dunque Luca Corosez doveva essere un personaggio in certo modo rappresentativo di quella comunita' rurale il cui toponimo slavo rispecchia il nome del pio donatore, che peraltro detto' l'iscrizione commemorativa in volgare italiano. Questa pittura ingenua e gustosa sembra l'unica testimonianza di una edicola li' forse esistente in onore di S. Barbara gia' durante il secolo XVII. Successivamente fu coperta l'iscrizione per motivi che ignoriamo e la pala fu sostituita da un altare ligneo, di cui restano tuttora il tabernacolo e un trittico altrettanto modesto raffigurante una scena analoga con qualche variante iconografica: S. Barbara regge infatti un calice con l'Ostia nella destra e una spada nella sinistra, mentre nello sfondo un veliero viene colpito dalla folgore e su un dirupo si erge un castello. Per quanto modesta e popolare, la pittura sembrerebbe palesare alcuni tipici segni dell'anima romantica e del gusto ottocentesco se sul rovescio non si leggesse un'iscrizione che ne attesta un restauro per il 1836 ad opera di quel Giuseppe Tiepolo che allora si andava segnalando a Muggia per numerose produzioni di arte sacra in semplici forme popolari. L'edificio attuale si presenta a pianta rettangolare (m. 12.25 x 5.65) e con facciata a capanna coronata dal tipico campaniletto a vela coi due campane fuse nel Periodo tra le due guerre. Nel 1976 la navata fu allungata di m. 3,2. arretrando il presbiterio nello spazio gia' riservato alla sacrestia e vi fu collocata una nuova mensa in pietra di Aurisina a sostituzione di una precedente decorata da un dipinto a mosaico di A. Bressanutti. Nel 1985. al fianco sinistro della chiesa, fu aggiunto un piccolo locale a uso di sacrestia.
----- GIUSEPPE CUSCITO----