L'ultima grave epidemia di peste che spopolo' le nostre contrade fu quella del 1630: il 14 luglio 1631 il contagio comincio' a mietere vittime anche a Muggia, dove il Liber defunctorurn registra per quell'anno 245 morti. Cessata l'epidemia, fu eretta una chiesetta votiva in onore di S.Rocco sull'area del lazzaretto, dove si sarebbe piu' tardi sviluppata una fervida attivita' cantieristica. Nel 1858 infatti i fratelli Strudthoff fondarono il nuovo cantiere -S. Rocco- sull'arenile gia' occupato dall'antico lazzaretto e da loro acquistato qualche anno prima .L'impresa entro' a far parte dello Stabilimento Tecnico Triestino costituito nel 1857 e fu affidata alla direzione tecnica di Edoardo Strudthoff, che nel 1864 avvio' una trattativa con l'autorita' comunale ed ecclesiastica di Muggia, volta al trasferimento della cappella seicentesca. Ne siamo informati da una serie di scritture dell'epoca ricuperate dal cap. Italo Vascotto e da lui gentilmente messe a nostra disposizione. In data 3 ottobre 1861 lo Stabilimento Tecnico aveva gia' acquistato per 25 fiorini dai fratelli don Giovanni Maria e Francesco Derossi - il baretto che circonda ed investe la chiesola di S. Rocco... per conto, nome ed esclusivo uso della chiesa stessa -, con l'obbligo - di mantenere, conservare ed abbellire l'indicata chiesa di S. Rocco -. Forse gia' allora si era pensato di acquisire alla chiesa un'area privata in vista di una prossima espansione del cantiere, operazione, questa, che in seguito avrebbe consentito a Edoardo Strudthoff di trattare solo con enti pubblici per l'occupazione del fondo. Infatti, resasi indispensabile la costruzione di un bacino di carenaggio proprio nella zona della cappella, il 22 marzo 1864 lo Strudthoff indirizzo' alla Deputazione comunale di Muggia una -rimostranza- con cui chiedeva di poter - trasportare la chiesa fuori del recinto del cantiere -, ad evitare una serie di inconvenienti per l'industria e per il culto. La Deputazione comunale era pregata di concordare la pratica con la Parrocchia e di assecondarla anche per -i grandi vantaggi- che lo Stabilimento recava al Comune. Il 2 maggio successivo il podesta' Nicolo' Frausin poteva comunicare che la Rappresentanza comunale aderiva unanimemente alla proposta, a patto che non fossero - per nulla lesi i diritti comunali sulla nuova chiesa e sul fondo attiguo alla medesima-. La chiesa infatti; gia' appartenente alla confraternita di S. Rocco, era stata consegnata al Comune dopo la soppressione delle confraternite, secondo quanto rilevava il parroco Mecchia l'8 maggio 1864 in una lettera indirizzata all'Ordinariato vescovile di Trieste e Capodistria per appoggiare l'iniziativa. Se l'autorizzazione fosse stata accordata, il Mecchia sperava di ottenere anche un congruo contributo per la ricostruzione dell'altare maggiore nella chiesa parrocchiale - alquanto indecente -, operazione cui pote' dar corso - come ricordato - nel 1877. Infine il 21 maggio 1864 si stipulo' un regolare contratto fra la Parrocchia e il Comune di Muggia da una parte e lo Stabilimento Tecnico dall'altra, prevedendo che quest'ultimo assumesse a suo carico la conservazione della nuova chiesa, com'era avvenuto fino ad allora, ed esercitasse - il perpetuo diritto di patronato come lo possedeva il Comune - senza pero' mai vantare alcun diritto di proprieta'. Quanto al contributo per la ricostruzione dell'altare maggiore nella parrocchiale, lo Strudthoff si riservava di sentire la direzione dello Stabilimento. Tale contratto non dovette lasciare tutti soddisfatti, se vi leggiamo che il camerlengo Francesco Pozzo - si rifiuta di apporre la propria firma -. Contrariamente al contratto che prevedeva un edificio di eguali dimensioni e dello stesso stile, la nuova chiesa (m. 20,60 x 10) fu costruita piu' grande della precedente e secondo un gusto neogotico allora in voga. L'arco acuto infatti si ritrova nelle tre finestre aperte sui fianchi, nella porta e nelle due finestre di facciata, come pure nelle luci dei due campaniletti che l'affiancano. Allora si dovette provvedere anche a una pala, andata purtroppo perduta, raffigurante la nuova chiesa e il cantiere operoso ai piedi della Madonna, da cui piovono rose e fasci di luce. Intorno al 1960 furono dispersi i tre altari lignei e altra suppellettile liturgica dell'Ottocento. Sopra il portale della chiesa si legge un'iscrizione che ne racconta succintamente le vicende anche con un errore cronologico nell'indicazione dell'anno della peste, che fu il 1631 e non il 1626: Dedicata/a san Rocco/dai pii fondatori di Muggia /per grazie ottenute / nella terribile peste del MDCXXVI. / Dall'antico suo sito traslocata /ricostruita ampliata /per cura /dello Stabilimento Tecnico / Triestino / nel MDCCCLXIV. ----- GIUSEPPE CUSCITO----


